il mio pù
il mio pù diventa grande
clarucola
amemipiaceancora
sweikosha
una vecchia poltrona
pulsatilla
cime tempestose
un uomo senza bicicletta
kaplan
la dritta
lapitzi
l'ingegnere
una foto al giorno
chen parte III
noncicapisco
verme
oggi
maggio 2009
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
A galla in *loading*
Quanto tempo passato dall'ultima volta che son passata di qui... E rileggendomi non è cambiato poi così tanto. Sono sempre alla ricerca di qualcosa, forse di me stessa, forse di una strada chiamata coraggio.
Mi sembra di aver sprecato anni interi. E nonostante tutto, continuo a commettere gli stessi errori, a non riuscire a spiccare il volo, per esempio.
C'è un pezzo che mi gira in testa da qualche tempo, si chiama River flows in you. Mi spacca il cuore in due tutte le volte che lo ascolto.
Forse un giorno riuscirò a fare quello che devo, quello che voglio veramente. Mi sento un po' vigliacca. Mi capisco a tratti.
è settembre, ho ripreso a farmi male con la dieta, non ho un lavoro, l'abbronzatura sta scemando. tutto va a gonfie vele.
tre settimane di vacanza. ma vacanza da che?
la settimana in grecia è stata caratterizzata da tosse, mal di gola e asma. la prossima volta che sento qualcuno dire che la grecia è economica, mi faccio tatuare sulla fronte "stop alle minchiate". sono riuscita a vomitare prima di salire sul traghetto del ritorno, più sentivo l'odore del famosissimo salame corfiota sull'asfalto del porto e più lo stomaco mi si contorceva. comunque, il limone non è stato utilizzato.
la mia camera ha da smaltire un trolley ellenico, uno zaino invicta, un borsone da dieci giorni alla villa dei suoceri, una borsa del mare, tre borse con fazzoletti rinsecchiti al seguito e un numero indecifrato di ciabatte e scarpe abbandonate. la polvere è a portata d'occhio. la noia ancora più vicina.
fase migratoria alla volta della grecia. vedremo se è vero quel che dicono, e cioè che la grecia è piena di baresi e napoletani e inglesi ubriachi. il traghetto mi mette l'ansia, peggio del treno. peggio della ceretta alla gigetta. kalimera, kalispera, kaliarrivederci
p.s. ho messo un limone nello zaino, per eventuali movimenti tellurici indesiderati durante il viaggio. vi farò sapere se torna utile o meno
quando troverò il coraggio per cambiare vita sarò una persona migliore. per ora mi limito ad essere una cippa
mi lambicco il cervello. su tutto tutto tutto. e invece dovrei vivere. ma non lo faccio mai
tutto sommato ieri mi son divertita. e chi l'avrebbe mai detto che sarei riuscita a ballare davanti a tutte quelle persone e senza sbagliare neanche una volta (un paio di volte però ho rischiato lo scivolone del secolo)? ci vogliono addirittura in piazza per uno spettacolo di danza del ventre, non so dove e non so quando (probabilmente all'oratorio di un qualche paesello dimenticato dal mondo). insomma, sono una star. della domenica pomeriggio, e d'accordo.
cos'altro? uno straccio di lavoro fatica a farsi trovare. tant'è che non sono l'unica giovane italiana coattamente in panciolle. quindi, eeeh.
scriverò quando avrò qualcosa di colorato da scrivere. a partire da domani ovviamente.
è complicato capirsi
è piuttosto faticoso e avvilente convivere con l'infelicità della propria madre. l'nfelicità è qualcosa che ti scava dentro, è una grandine costante. ed è più dolorosa quando appartiene a una persona che ami così tanto da sentire quei pezzetti di ghiaccio sulla tua stessa pelle
non mi sento molto innamorata in questi giorni.
è l'inizio di una fine?
odio tutti i siti di cerca/trova lavoro. il più delle volte, dopo aver inserito tutti i parametri di ricerca, vien fuori "nessun risultato trovato". così non si può andare avanti.. devo cambiare città per arrivare a un risultato. non voglio cambiare di nuovo città. devo cambiare aspirazioni. non voglio cambiare aspirazioni perché.. che cazzo mi metto a fare?
la mia migliore amica sta comprando casa col suo fidanzato quasi quarantenne. tutto si evolve intorno a me e io temo di restare sempre uguale a me stessa, sempre malinconica e insoddisfatta, accanto alla persona forse sbagliata. non ho voglia di lasciare di nuovo la mia città per cercare un lavoro. quando ho deciso di tornare a casa ero davvero convinta della mia scelta tanto criticata da teste più razionali della mia di quel momento. adesso a distanza di un anno, i più quali sono? ho ritrovato il cordone ombelicale che mi lega a mia madre e i pezzi di un amore che stavo rischiando di buttare nel tritacarne. mica poco, certo.. ma poi? alterno momenti di profondo amore e stima nei confronti del mio uomo a momenti di fredda consapevolezza sul suo non essere l'uomo giusto per me. è normale?
forse se mi sentissi più soddisfatta da un punto di vista professionale, riuscirei a vivere tutto con più tranquillità e trasporto. sarà che la disoccupazione è il mio più grande male?
mi sto chiudendo sempre di più in me stessa. per pigrizia o per comodità o forse perché sto perdendo la capacità di espressione.
non riesco a scrivere nient'altro. che vecchia
sono stanca per scrivere, stanca per abbassarmi i pantaloni e fare pipì, stanca per farmi una doccia, stanca per cercare un regalo per un'amica, stanca per destreggiarmi tra i saldi. ormai vivo in funzione del fine settimana, solo per poter dormire quell'ora in più la mattina, per non svegliarmi e sentire un masso enorme sullo stomaco perché mi tocca andare a lavorare per due soldi con persone che pensano che "stagista" significhi "demente totale".
sono stanca. e molte cose intorno a me mi intristiscono
socchiudo gli occhi sulle note di dreams dei cranberries. e immagino una strada lunghissima, io e la mia macchina rossa ci mangiamo l'asfalto, il sole sopra e dentro di me, tutt'intorno fiori giallissimi. sono bella e canto a squarciagola. non ho una meta e sono felice.
riapro gli occhi. io non guido da otto anni. la mia voglia di libertà finirà accanto allo scopino del cesso.
compleanno con l'influenza. il sette gennaio è destinato a essere una giornata di merda. uno su tanti il mio diciottesimo compleanno passato all'obitorio.
il mio oroscopo brilla, io mi vedo opaca. ho bisogno di risposte. ho bisogno di non dover fare sempre questi pensieri.
vacanze con la tosse e il mal di gola. unici amici di sempre. ho saltato due giorni di lavoro, grande ricompensa di tanto annaspare e starnutire e deglutire a fatica.
una sbronza come non ne prendevo da anni. è chiaro segno dell'età che avanza. ho vomitato a casa del festeggiato, ho vomitato davanti al portone di casa del festeggiato, ho vomitato davanti al portone di casa mia, ho vomitato sul pavimento della mia camera. insomma, ho vomitato. il mio uomo mi ha definito molesta e oggi non è stata una bella giornata.
lunedì torno alla primordiale condizione di stagista schiavizzata e sottopagata.
e deve ancora arrivare natale.
autumn leaves
succede che novembre è già inoltrato. i mesi mi viaggiano sotto il naso come foglie trascinate dal vento. non sto combinando un cazzo. però da un po' sto studiando danza del ventre (fa ridere che dico sto studiando? beh fa ridere anche il binomio io e danza del ventre). tutto il resto è decisamente noia. niente mi appassiona più. a parte i telefilm. ma più che passione, è dipendenza da sostanze pericolose. poi basta. nessun lampo di genio, nessun impulso creativo, nessun guizzo emozionale. gli ormoni sono assopiti in un letargo che non voglio nemmeno chiedermi da cosa dipenda. lo sguardo è spesso assente. l'ora legale mi ha dato il colpo di grazia. e poi forse sono bulimica. cioè, sono a dieta da maggio, ho perso otto chili, spesso mi ingozzo ma non vomito. probabilmente ne avrei persi quindici di chili.